L’assaggio straordinario

Capita ogni tanto di assaggiare un vino che ci porta a fare delle considerazioni brillanti, ma paradossalmente, le considerazioni che facciamo, la straordinaria capacità di ragionare che ci regala, non ha nulla a che vedere con il vino che stiamo bevendo, o meglio, con il vino in generale.
In spiaggia o su una bella terrazza a Giugno, verso sera, con amici e un bicchiere di vino in mano, può accadere la stessa identica cosa che succede quando guardiamo un bellissimo film o leggiamo un bellissimo libro; entriamo in contatto con qualcosa che ci tocca. Assaggiamo un vino che ci colpisce inizialmente per una caratteristica sensoriale specifica, ad esempio una mineralità molto marcata o un forte retrogusto di burro, un aroma intenso di mango e frutto della passione.
Questa caratteristica ci colpisce immediatamente e violentemente. In una frazione di secondo il nostro cervello la percepisce come la scintilla che accenderà il fuoco delle moltissime considerazioni che da lì a poco esploderanno. Consideriamo la nostra vita e la piacevole serata che stiamo vivendo, ricordiamo piccoli dettagli di un passato che ci avvolgono in un bel momento, si accendono milioni di piccole idee brillanti nei confronti del nostro futuro, infine, valutiamo con immensa sorpresa la straordinaria capacità che ha il nostro corpo di “sentire” dei sapori e tradurli in pensieri, trasformandoli in sensazioni e a volte persino in emozioni. Entriamo nella stessa forma mentis che ci accoglie quando abbiamo contatti profondi con una qualsiasi forma d’arte; ovvero l’essere nel passato, nel presente e nel futuro allo stesso istante.
Osservando il fatto che in natura il vino non esiste, ma viene prodotto da noi, correggendo e progettando determinati sapori, possiamo definire che il legame che c’è fra noi e un bicchiere di vino è pari al legame che c’è fra i profondi pensieri di un individuo e il profondo pensiero di tutti gli altri.
Quindi il gusto, il colore, l’aroma e le sensazioni tattili di un qualsiasi vino non si limitano ad essere interpretati come salino, morbido, dal ricordo aromatico di rosa e così via, ma esistono nella loro reale importanza all’interno di un vino, ovvero quella di essere scintille evocative in grado di attivare consapevolezza. Per questo quando beviamo del vino, beviamo ben oltre quello che c’è nel bicchiere.

Raffaele Rendina

 

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