L’Impatto Sensibile

Non appena un vino tocca la nostra lingua, le papille gustative mandano immediatamente stimoli sensoriali al cervello e percepiamo i sapori; i vini si diversificano fra loro soprattutto per le loro variabili di intensità sensoriale, ovvero, con quanta intensità, con quale carica sensoriale, quei determinati sapori vengono percepiti.

Il termine “intensità”, però, comunemente utilizzato per definire questa caratteristica, ci calza un po’ troppo stretto, perché abbraccia esclusivamente il rapporto che c’è fra concentrazione chimica dei sapori (e odori e percezioni tattili) e la nostra capacità percettiva.
Non appena un vino tocca la nostra lingua avviene un vero e proprio impatto, un’esplosione, una deflagrazione di sensazioni che va ben oltre la sfera del gusto. Quindi, dato che va oltre, analizzeremo anche l’oltre.
Se di impatto si parla, possiamo dedurre che qualcosa si schianterà contro qualcosa, possiamo calcolarne traiettoria e tempistiche, possiamo capire da dove parte questa esperienza ancor prima di impattarsi con i nostri sensi. La sua traiettoria, il suo lancio, parte da un’aspettativa, ovvero una serata piacevole, una cena, la foga di assaggiare un determinato nuovo vino o la sorpresa di ritrovarsi con un bicchiere di vino in mano quando eravamo convinti di dover rimanere tutta la notte in ufficio. La vista non è soltanto quella del colore del vino, ma di quello che ci circonda in quel momento, soprattutto, chi ci circonda. E il nostro impatto si avvicina lentamente, questo asteroide sensoriale entra in orbita, inizia a creare delle turbolenze emotive e ce ne accorgiamo iniziando a sentire degli odori, non tanto quelli del vino, quanto quelli delle persone affianco a noi, della città in cui siamo e del cibo che arieggia avanti e indietro. La nostra aspettativa si alza ancora di più, stiamo per bere un vino, vogliamo bere un bicchiere di vino. Già ne sentiamo l’odore, già stiamo assaporando il gusto di ciò che va oltre il bicchiere, ci immaginiamo il sapore del vino che a momenti toccherà la nostra lingua.
Il bicchiere tocca le labbra, gli odori si fanno più intensi, ci carichiamo di aspettative e già sentiamo il sapore senza sentirlo ancora, avviene l’impatto.

Un cratere pari a quello lasciato da qualsiasi asteroide colliso sulla terra si scava in noi e delinea la traiettoria che il vino ha percorso fino a quell’istante, da dove è partito e dove si è schiantato, con quale violenza, rimodellando i lineamenti della nostra superficie sensibile. Abbiamo avuto un’esperienza sensibile, siamo testimoni di un impatto sensibile, il quale lascia un segno indelebile che ricorderemo attraverso i sapori, gli odori e ciò che oltre è esistito insieme a quel bicchiere di vino, quella sera, quel giorno.
Ogni vino ha un impatto e ogni impatto lascia un segno. Un bravo degustatore interpreta i segni, non i sapori.

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