La Composizione del Suolo

Il suolo è la risorsa maggiormente disponibile sul nostro pianeta, forse la più importante quale base di crescita della maggior parte delle fonti nutritive dell’uomo.

Una delle caratteristiche più interessanti del suolo è la sua varietà: come un vasto e colorato patchwork, la superfice terrestre è suddivisa in moltissimi diversi tipi di terreni, di colore, consistenza e composizioni diverse. Questo puzzle multiforme si è creato in seguito ai millenni di sgretolarsi e riformarsi della roccia che si trova sotto il livello del suolo e di condizioni climatiche che vi si sono susseguite nel tempo.

Il suolo è dotato di alcune proprietà fondamentali: la tessitura, la composizione chimica e la popolazione microbiologica, tutti aspetti che contribuiscono a renderlo più o meno fertile.

La tessitura è la percentuale nel terreno di sabbia, limo e argilla. Questi materiali sono sempre presenti, ma le loro quantità proporzionali influenzano l’aspetto, la consistenza e la capacità di assorbire o drenare acqua del suolo. Inoltre è importante la loro incidenza sulla sua “malleabilità”. Per fare un esempio: se la sabbia è in grado di assorbire velocemente l’acqua in quanto granulosa e di essere facile da lavorare, un terreno con una buona percentuale di questo materiale sarà facile da penetrare per le radici delle piante e consentirà una buona disponibilità d’acqua senza troppi ristagni. Al contrario, una maggiore quantità di argilla, che invece ha una struttura completamente diversa ed è molto più lenta nell’assorbimento dell’acqua, tendendo a seccare e formare croste dure, sarà più difficile da lavorare e farà arrivare molta meno acqua alle radici in profondità.

La composizione chimica del suolo è ugualmente fondamentale. Accanto a tutta una serie di composti chimici e Sali minerali che conferiscono in minor parte nutrimento per le piante, condizionano il pH e donano il colore al terreno (come nel caso dei terreni rossi, ricchi di ferro), i composti essenziali per le coltivazioni sono la sostanza organica e l’azoto. Essi provengono dalla decomposizione dei resti vegetali e animali nel suolo e rappresentano una fonte essenziale di sostanze che la pianta utilizza per vivere e per la crescita di foglie, radici e frutti.

Queste due sostanze sono rese a portata di radice grazie alla vasta e variegata presenza di una popolazione microbica attiva: batteri, funghi e altri invisibili esseri che svolgono il loro ciclo di scomposizione del materiale biologico nel terreno rilasciando come scarto i composti chimici nutritivi essenziali per le piante.

A seconda degli equilibri con cui questi aspetti si manifestano nei suoli, ogni diversa specie che viene coltivata avrà una resa e una qualità di produzione diversa, e la vite non fa eccezione, come nel caso dello Chablis.

Ogni diversa azienda presente sul territorio si occupa di un suo specifico pezzo del puzzle: quello che si è scelta per esigenze produttive, o quello che gli è toccato in sorte in seguito ad una eredità storica, come nel caso delle aziende più illustri con oltre 100 anni di produzione alle spalle. Tutto sta nel coniugare il tipo di suolo con la varietà di vite, la forma di allevamento, il portinnesto e le pratiche viticole più appropriate. Ma questa è un’altra storia.

Ginevra Espositi

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