Nesto e Portinnesto

Questa curiosa pratica agronomica fu scoperta e praticata dai cinesi dal 2000 a.C., che avevano notato la saldatura dei fusti delle piante in contatto ravvicinato. Nei secoli sono state moltissime le applicazioni di queste osservazioni in agricoltura.

 
Per nesto si intende la parte produttiva della pianta, in genere rappresentata da una marza, un pezzo di ramo o di tralcio con una o più gemme, mentre il portinnesto è la parte della pianta che presenta solo le radici.

 
Le condizioni per la riuscita di un innesto sono essenzialmente l’affinità fra nesto e portinnesto, sia di tipo fisiologico che biologico, la loro sovrapposizione pressoché perfetta dei tessuti vegetali generatrici della pianta, chiamati “cambio e fellogeno”, e la scelta dell’epoca adatta.

 
Attualmente, nel mondo viticolo, pochissime sono le realtà in cui l’innesto non viene intrapreso, soprattutto a causa della diffusione del parassita radicale Fillossera. Fu infatti osservato che, mentre le radici della vitis vinifera venivano attaccate con conseguenze devastanti, quelle della sua parente prossima, la vite americana, erano in grado di resistere e venivano attaccate perlopiù a livello fogliare.

 
Coniugando perciò le radici della vite americana, resistenti al parassita, con le foglie e il potenziale produttivo della vitis vinifera, è stato possibile rimediare alla minaccia, aprendo le porte alla sperimentazione vivaistica per la creazione di tipi di nesti e portinnesti con varie caratteristiche produttive. Dalla vite americana sono stati infatti ricavati diversi ibridi di portinnesti adatti agli scopi produttivi delle viticoltura.

 

Questi devono essere necessariamente accoppiati alle varietà di vite da vino, tenendo presenti una serie di aspetti fondamentali, come la “vigoria”, ossia quanto il portinnesto si presenta vigoroso nella moltiplicazione e nella crescita vegetale rispetto al suo nesto. L’equilibrio tra i due e la loro affinità sono essenziali per una equilibrata produzione di uva di qualità, in quanto in grado di influenzare aspetti importanti come l’attitudine a formare i grappoli o il periodo e la durata della maturazione.

 
Molto curiose sono le forme date alla giunzione dell’innesto, da quelli praticati con un semplice spacco nel mezzo dei due pezzi da unire, fino a innesti più complessi, come quelli in foto.

 

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Ginevra Espositi

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