Corriere della Sete

Per molti era prevedibile, per altri meno, ma da quando gli inglesi si sono messi a spumantizzare, il mercato enologico britannico ha avuto un crescendo notevole. Lo dimostra il lamento dei produttori di Champagne che secondo il Comitè di Champagne sulle esportazioni di bollicine in UK è calato sensibilmente il consumo di Champagne a fronte di un consumo di bolla britannica sempre più elevata.

Le responsabilità sono molte, da un lato c’è la Brexit che ha abbassato il valore della sterlina e consequenzialmente aumentato i prezzi dello Champagne. Dall’altro c’è il patriottismo brit nella beva, come dimostrano le più grandi catene di pub che hanno sostituito in carta lo Champagne della casa con i nuovissimi English Sparkling.

Secondo Neil Bruce, direttore vendite vino del gruppo Fuller’s, una bottiglia di spumante britannico supererà sempre in gusto e in prezzo uno Champagne della casa di pari valore. Questo perché la grande domanda russa ha aumentato i prezzi degli Champagne che oggi iniziano a sentire la concorrenza nel mercato di media fascia dal Prosecco, dal Cava e dai nuovissimi spumanti molto cool britannia. Inoltre il cliente può apprezzare l’ottimo gusto di un top English Sparkling a 40 sterline rispetto ad una bottiglia di Champagne di media gamma e a non meno di 50 sterline.

I numeri d’altronde non mentono, e sono abbastanza preoccupanti per i vigneron de champagne, se notiamo che nel 2017 sono state vendute circa 3,7 milioni di bottiglie di spumante britannico a fronte delle 3 milioni dell’anno precedente, un aumento quasi del 20%. Un incremento impressionante e che oggi rosicchia quasi il 10% delle 30 milioni di bottiglie di champagne vendute ogni anno nel Regno Unito.

Leggi gli altri articoli

Life of Wine 2018

Un viaggio nel tempo in 170 vini, sorseggiando ben 110 vecchie annate presentate da 55 cantine d’Italia. È la settima

Corriere della Sete © 2013 tutti i diritti sono riservati